Gli Asteroidi nel sistema solare – I

 

 

Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno sono i pianeti tradizionali. Fino al 1781 – anno della scoperta di Urano – si pensava che questi cinque pianeti, insieme al Sole ed alla Luna, rappresentassero il sistema solare al completo.
Tuttavia non tutti la pensavano a questo modo, poiché esistevano già allora alcuni astronomi intuitivi che sospettavano che esistessero altri corpi celesti all’interno del sistema solare: il vuoto tra le distanze di alcuni astri soprattutto tra Marte e Giove, dava da pensare.

giova

Già dal 1596 l’allora giovane Giovanni Keplero (1571-1630) aveva pubblicato a Tuebingen un suo studio intitolato Mistero Cosmografico, nel quale figurava un’affermazione significativa: “Inter Jovem et Martem interposui planetam”, Tra Marte e Giove doveva esserci un pianeta.

Nel suo “Sistema dei Pianeti Minori”, Guenter D. Roth racconta di Johann David Titius (1729 – 1796), che nel 1751 pubblicò uno studio dettagliato sulle relazioni tra le distanze dei pianeti dal Sole. Titius faceva notare, in particolare, la proporzione regolare nelle distanze tra i pianeti, evidenziando il vuoto significativo tra Marte e Giove, e supponendo che questo spazio fosse occupato da una “non ancora scoperta luna di Marte”, o forse anche da altre lune di Giove…
Johann Elert Bode (1747-1826), direttore dell’Osservatorio di Berlino, contemporaneo di Titius e parimenti interessato al distanziamento tra i pianeti, s’impossessò della relazione numerica scoperta da Titius e la divulgò con passione, non dubitando che esistesse un pianeta non scoperto tra Marte e Giove, così come oltre Saturno.
La progressione di Titius divenne nota come Legge di Bode. Il suo schema è il seguente.

Si parte da una progressione geometrica:

0… 3… 6…

che prosegue raddoppiando ciascun numero precedente (e dunque continua con

12…24…48…96…).

Se si aggiunge 4 ad ogni cifra si ottiene:

4…7…10…16…28…

Se ora ogni cifra si divide per 10 si ottiene:

0,4…0,7…1,0…1,6…2,8…

Vida in Geneva

 

swiss

“Odiare” è un verbo forte, lo so, ma è proprio quello che devo usare per descrivere l’anno trascorso a Ginevra, in Svizzera, dove mi ero trasferita per seguire il Master in Relazioni Internazionali. Io, una brasiliana sola col mio cane Enzzo, mi sono ritrovata in una città in cui non conoscevo nessuno e non avevo un lavoro e, di conseguenza, ero in difficoltà economica.
In particolare, ci sono nove aspetti che mi hanno fatto odiare la mia esperienza a Ginevra: il primo riguarda il visto che ho dovuto richiedere. Si tratta di un documento indispensabile per usufruire di tutta una serie di servizi e che gli svizzeri mi avrebbero concesso solo dopo tre mesi!
In secondo luogo, gli appartamenti costano una fortuna e io sono anche stata truffata da un’agenzia immobiliare! Sì, questo succede anche in una città civile e di respiro internazionale come Ginevra!
In realtà, a parte la cioccolata e il formaggio, tutto è incredibilmente caro in Svizzera, dalla pizza al caffè, ai vestiti, insomma, qualunque cosa!

geneva
Non parliamo, poi, dei parcheggi: sono tanto costosi quanto introvabili. Se decidi di utilizzare un’auto a Ginevra, metti in conto qualche crisi di nervi, come quelle che sono capitate a me.
Tra le cose più odiose c’è l’apertura di un conto corrente. Poiché non avevo 40.000 franchi con me, nel qual caso non avrei avuto problemi, ho dovuto aspettare tre mesi per aprirne uno perché ero in attesa del visto, senza il quale le banche non ti prendono neanche in considerazione.
La domenica dovrebbe essere un giorno rilassante ma io non vedevo l’ora che arrivasse il lunedì perché in questa città quasi tutte le attività sono chiuse di domenica. Davvero deprimente.
Potresti obiettare che almeno in fatto di sicurezza, una città come Ginevra offra le massime garanzie e, invece, devo sfatare anche questa credenza perché la città non è poi così sicura come si può immaginare.
Un’altra cosa che mi ha infastidito molto sono stati i lavori stradali perennemente in atto che sembrano non finire mai; quando, dopo un’eternità, gli svizzeri riescono finalmente a completare una strada, ecco che ricominciano immediatamente i lavori in un’altra…
Infine devo confermare la proverbiale calma degli svizzeri. Il problema è che per una persona impaziente come me aspettare sempre per ottenere qualunque cosa mi irrita da morire. Tutta quest’attesa si ripercuote anche sull’efficienza che non è affatto elevata come pure si potrebbe credere.